Monthly Archives: luglio 2014

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Trento: La Pet therapy sbarca nel reparto di pediatria

Per la prima volta la «Pet therapy» (ovvero la terapia in cui il paziente viene assistito dagli animali) entra in un ospedale trentino. Il reparto interessato è l’Unità operativa di pediatria del presidio ospedaliero Santa Chiara di Trento: gli animali dell’associazione «Zampa Amica» di Villazzano incontreranno bambini e ragazzi che, a causa di patologie tumorali o malattie rare, frequentano ripetutamente l’ospedale per ricevere cure in regime di day hospital. In progetto prenderà il via dal prossimo 6 agosto: «Si tratta di incontri di un’ora, a cadenza settimanale, fissati sempre al mercoledì mattina – spiega la presidente dell’associazione Katia Bertoldi – L’obiettivo è quello di creare un ambiente di benessere e tranquillità, di relazione affettiva tra i ragazzi e gli animali durante il periodo del ricovero». «Spesso i bambini e gli adolescenti ricoverati nei reparti di pediatria e costretti a brevi o lunghe degenze sono esposti a numerosi rischi quali crisi d’ansia, depressioni, disturbi del sonno e dell’alimentazione – prosegue – L’interazione con alcuni animali è in grado di aiutare ad alleviare la noia del ricovero, produrre momenti di gioco ed ilarità, infondere tranquillità e sicurezza».

Gli animali che l’associazione «Zampa Amica» intende mettere a disposizione dei giovani pazienti sono tutti di piccola taglia: conigli e cani, porcellini d’India e pappagalli. «Solo in un secondo momento introdurremo i cani più impegnativi per le loro dimensioni – annuncia Bertoldi – come i nostri bravissimi Labrador».
Gli incontri si svolgeranno presso una sala ricreativa allestita con tavoli, sedie e tappeti necessari allo svolgimento dell’attività. «Ad essere coinvolti saranno i bambini fino a dodici anni, ma in caso di particolare gravità potremmo arrivare anche ad età più adulte – dichiara – In linea di massima ciascuna «seduta» coinvolgerà due persone. Tuttavia, il carattere sperimentale del progetto potrebbe far mutare questa condizione a seconda delle esigenze che si verificheranno di volta in volta».
La strutturazione dell’ambiente dove avverranno gli incontri deve essere «terapeutica». Ovvero non può prescindere dai caratteri di riconoscibilità, tranquillità e familiarità. «Tra i nostri principali obiettivi – chiarisce – vi è anche quello di creare le giuste condizioni per una corretta socializzazione ed interazione tra i bambini ed i diversi operatori con cui vengono a contatto durante la loro presenza in ospedale (medico, psicologo, infermiere)».
Sebbene la «pet therapy» sia finalizzata ad un miglioramento delle condizioni fisiche, emotive e sociali delle persone a cui è rivolta, Bertoldi vuole anche sottolineare che questo tipo di terapia non voglia in nessuna maniera essere sostitutiva rispetto alle cure tradizionali: «L’obiettivo – dice – è quello di un affiancamento tra le due». Il progetto sperimentale dovrebbe rimanere attivo fino al termine del 2014.

Articolo preso da www.adige.it

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Benefici della Pet Therapy

Curare con gli animali. La Pet Therapy è una attività che il Ministero della Salute riconosce come attività di cura della persona finalizzata a migliorare le condizioni di salute di un paziente mediante specifici obiettivi.

Compagnia, allegria, buonumore, vitalità. Chi ha in casa, quotidianamente, un animale riconoscerà senza dubbio i vantaggi e i benefici psico-fisici appena citati che percepisce da quando il suo amico a quattro zampe è diventato la sua inseparabile metà. E’ scientificamente provato infatti, che la presenza di un animale determina una serie di effetti benefici: maggiore inclinazione al sorriso, rimedio per combattere solitudine e depressione. Sulla base di tali dimostrazioni si è sviluppata, nel tempo, la Pet Therapy che ha inaugurato un nuovo modo di intendere la funzione degli animali in ambito sanitario, riabilitativo, sociale ed assistenziale. La Pet Therapy nasce in America nel 1953 ad opera del neuropsichiatra Boris Levinson. Mentre lavorava con un bambino autistico si rese conto che il suo cane gli offriva la possibilità di proiettare le proprie sensazioni interiori e costituiva un’occasione di scambio affettivo, di gioco e rendeva più piacevole le sedute.

Successivamente Levinson descrisse la propria esperienza nel libro “The dog as Co-Therapist”, elevando ufficialmente il ruolo dell’animale nelle cure psicologiche a co-terapeuta e coniò il termine Pet Therapy per definire le terapie basate sui benefici della relazione uomo-animale. Attualmente il Ministero della Salute riconosce la pet therapy come attività di cura della persona e data la complessità dell’intervento sostiene che le figure professionali preposte a tali attività sono molteplici: il medico, lo psicologo, il terapista della riabilitazione, il conduttore pet therapy, ecc. Gli animali che maggiormente si prestano ad essere utilizzati per la pet therapy sono cani, gatti, cavalli, conigli, asini, delfini e tutti quelli che presentano caratteristiche di docilità e comportamenti prevedibili e controllabili tali da permettere di lavorare garantendo igiene e sicurezza. Il cane è usato per la maggior parte dei casi, in quanto animale da compagnia fortemente inteso ad instaurare un rapporto di mutua dipendenza dal padrone.

L’utenza a cui può venire indirizzata la terapia con animali è varia. Possono beneficiare di interventi di Pet Therapy soggetti in età evolutiva con problematiche di handicap psico-fisico o disturbi comportamentali, emotivi, bambini o adolescenti in situazione di disagio socio-familiare, adulti con sindromi depressive o ansiogene, persone che presentano difficoltà comunicative di vario genere, anziani in situazione di solitudine o demotivazione. Attraverso il gioco, tra il soggetto e l’animale, che assume la funzione di co-terapeuta, si instaura un legame significativo: è stato dimostrato che la presenza di un animale migliora, dal punto di vista psicologico, la vita dell’individuo, diminuendo solitudine e depressione, agendo da supporto sociale, dando impulso alla cura di se stessi e diventando una fonte di attività quotidiane significative.

Da diversi studi emerge inoltre che accarezzando un cane si abbassa la pressione sanguigna, diminuisce la frequenza cardiaca e la respirazione rallenta. Gli animali hanno la capacità di apportare al soggetto bisognoso, sicurezza e tranquillità, aumentando autostima e migliorando le doti relazionali. La Pet Therapy rappresenta dunque un tipo di terapia dolce, non invasiva che contribuisce a migliorare la qualità della vita di una persona purché si inserisca in un ben definito progetto educativo coordinato da un’equipe di esperti.
(Fonte foto: Rete internet)

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NOI LO SAPEVAMO GIA’!

Chiunque abbia un cane lo sapeva già, ma adesso lo conferma pure la scienza: Fido soffre di gelosia quando si sente ignorato dal proprietario e può arrivare a comportarsi in modo aggressivo per riguadagnare le attenzioni perdute. A suggerire alla psicologa Christine Harris dell‘Università della California a San Diego – che ha condotto lo studio poi pubblicato sulla rivista Plos One – l’esistenza di un legame fra il mondo canino e il temibile “mostro dagli occhi verdi” è stato il comportamento assunto dai tre Border Collie dei suoi genitori durante una visita a casa. «Stavo accarezzando due di loro – ha raccontato la studiosa al Washington Post – e non mi sarei sorpresa se anche il terzo avesse cercato le mie attenzioni, e invece è stato proprio l’atteggiamento dei primi due a sconcertarmi, perché hanno iniziato a mostrarsi aggressivi l’uno verso l’altro. Uno dei due ha perfino cercato di spostare la mia mano dall’altro per essere così il solo destinatario delle coccole e per me questo combacia perfettamente con la motivazione alla base della gelosia».

L’esperimento

Da qui l’idea di studiare più a fondo la materia per capire se i comportamenti dei due Border Collie fossero influenzati da una vera e propria gelosia o semplicemente da una mancanza di attenzioni. Per farlo, la Harris ha preso in prestito un test condotto dalla collega Sybil Hart della Texas Tech University sui bambini di 6 mesi, adattandolo ai 36 cani che ha coinvolto nell’esperimento, che sono stati studiati e filmati mentre i loro proprietari li ignoravano perché impegnati a fare altro: ovvero, leggere un libro a voce alta, accarezzare un cane di peluche (che però scodinzolava e abbaiava come uno vero) e coccolare una zucca di Halloween come se fosse il pet di casa. Risultato: se nel caso del libro la reazione dei cani è stata minima o addirittura nulla, lo stesso non si può dire nei confronti del peluche e della zucca, con l’animale ignorato due volte più propenso a spingere o toccare il proprietario per reclamarne le attenzioni. Non solo.

Gelosia primordiale

Quasi un terzo del campione canino ha anche tentato di frapporsi fra l’uomo e il presunto rivale, che è stato anche morsicato da un quarto dei pet esaminati, a riprova di un disagio vissuto dal cane ignorato, che pativa la presenza dell’altro cane (seppur finto), arrivando non solo ad assumere comportamenti gelosi ma tentando pure di interrompere il collegamento emotivo fra il proprietario e quello che lui identificava come un usurpatore. «Questo tipo di comportamento aggressivo suggerisce che i cani fossero convinti che il falso pet fosse in realtà vero – ha spiegato la Harris al The Independent – e questo sconfessa la convinzione scientifica che la gelosia sia un’emozione che richieda processi cognitivi complessi, supportando invece la tesi iniziale, secondo la quale possa esserci una forma di gelosia primordiale, che si sia poi evoluta come una sorta di protezione dagli intrusi all’interno del proprio contesto sociale».

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CANI BAGNINO: EROI A 4 ZAMPE

Sono oltre 350 i cani-bagnino della Scuola Italiana Cani Salvataggio (Sics), impiegati anche quest’estate con i loro conduttori sulle spiagge italiane.
Non c’è onda che li trattenga dall’obiettivo: salvare chi è in difficoltà. Sono i cani bagnino, eroi a quattro zampe impiegati ogni estate sulle spiagge italiane. Si tuffano senza timore dai gommoni e dalle motovedette della Guardia Costiera o perfino dagli elicotteri, guidati esclusivamente da una determinazione di ferro nel riportare a riva, sano e salvo, chi rischia di annegare. Sono oltre 350 i cani-bagnino della Scuola Italiana Cani Salvataggio (Sics) che durante tutto l’anno prepara ‘cani-baywatch’ e conduttori fornendo loro un brevetto riconosciuto dalle Capitanerie di Porto, brevetto che dà la possibilità di agire sulle spiagge come operatori di Protezione Civile.

I labrador di Totti
Nella stagione balneare in corso le unità cinofile della Sics si sono distinte in varie operazioni e in 20 anni di attività hanno salvato la vita a centinaia di persone, tra cui molti bambini e ragazzi, soprattutto in zone di spiagge libere. Ormai famosi ‘veterani’ della scuola sono Ariel e Flipper, i labrador di Francesco Totti, regalati al capitano della Roma e alla moglie Ilary Blasi per la nascita del loro primogenito Christian, dall’allora sponsor della Roma. Totti decise di destinarli ad attività sociali e di farli addestrare come cani da salvataggio in acqua. Negli anni sono diventati famosi, conquistando anche le prime pagine dei quotidiani.

Baywatch a 4 zampe da Nord a Sud
Sono tantissimi gli ‘eroi’ a quattro zampe. Quest’anno, in particolare, i cani della Sics si trovano stabilmente in molte spiagge italiane. Partendo da sud: Isola Delle Femmine (Sicilia), Roccella Ionica (Calabria), Bari, Cagliari, Palinuro (Campania), Pescara, Torvajanica, Ostia, Tarquinia, Pescia Romana (Lazio), Marina di Massa (Toscana), Albissola (Liguria), Caorle (Veneto), Idroscalo di Milano, Toscolano Maderno – lago di Garda, Lecco – lago di Como (Lombardia), Verbania – lago Maggiore, Chiaverano – lago Sirio (Piemonte).

Da http://www.rainews.it/

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IN VACANZA CON LORO

La nuova campagna antiabbandono 2014 “In vacanza con loro” di Lega Nazionale per la Difesa del Cane, realizzata in collaborazione con Organic Vet, azienda pet cruelty free.

La campagna è dedicata a chi si appresta a partire con il proprio amico a quattro zampe: quando si programma un viaggio è bene conoscere gli obblighi sanitari richiesti nella Nazione, o anche nella regione italiana, dove si intende recarsi e i regolamenti delle varie compagnie aeree, marittime e ferroviarie che si pensa di utilizzare.

È importante poter reperire tutte le informazioni, i consigli, le cose da fare o da evitare, i procedimenti burocratici (il passaporto a “quattro zampe” per esempio) utili a permettere di affrontare in piena tranquillità una vacanza davvero rigenerante. In questo sito troverete tutte le indicazioni per un viaggio sicuro e sereno: buona lettura e buone vacanze!

Credits by Gabriele Fontana